Momenti di comunione

Nella nostra Basilica

Momenti di comunione
image_pdfimage_print

In questo periodo abbiamo vissuto due importanti momenti di comunione e fraternità nella nostra comunità parrocchiale: la celebrazione degli Anniversari di matrimonio e la celebrazione della Unzione degli Infermi.

Il giorno della Festa della Comunità abbiamo condiviso con tante coppie giovani e non la loro gioia, ed espresso il nostro augurio attraverso la benedizione e il sorriso e la stretta di mano che don Virginio ha scambiato con ogni coppia. Don Gianni era commosso … conosceva tutte le coppie presenti, e per alcune coppie che festeggiavano il cinquantesimo … si è ricordato di aver lui stesso celebrato il venticinquesimo … e si è sentito molto giovane!

Domenica 11 giugno alle ore 16,30 in parrocchia si è svolta la Celebrazione Comunitaria del Sacramento dell’Unzione degli infermi.

Alla Celebrazione hanno partecipato quasi una quarantina di persone. Ammalati e anziani, accompagnati dai loro familiari o amici, hanno potuto vivere un momento molto bello e intenso dedicato a loro in modo specifico per ricevere l’aiuto del Signore per le difficoltà dell’età. L’anno scorso la celebrazione si era svolta all’interno della Santa Messa domenicale provocando, come conseguenza, la lunghezza della celebrazione e la presenza di persone che si sono aggiunte all’ultimo momento a ricevere l’Olio degli infermi pur non avendone necessità.

Quest’anno mancava, è vero, la Comunità cristiana; ma la celebrazione si è potuta svolgere con più tranquillità e cura per le persone veramente ammalate, inferme o anziane.

Simpatica la partecipazione di due colonne della comunità salesiana, don Serughetti Gianni e don Milanesi Angelo – collaboratori della parrocchia, che si sono mescolati ai fedeli e hanno ricevuto la sacra Unzione.

Don Rino Colcera, che ha presieduto la celebrazione a causa dell’assenza del parroco, nell’omelia ha sottolineato il valore specifico di questo sacramento dicendo: “Come sacramento l’Unzione è la presenza di Gesù accanto al malato e alla persona anziana. Non va vissuto come un gesto di tabù, da evitare per scaramanzia (non è il sacramento dei morti o dei moribondi). In passato era chiamato “Estrema Unzione” perché inteso come conforto spirituale subito prima di morire.

… dalle parole di Papa Francesco:

“L’Unzione degli Infermi, compresa nel modo giusto, ci aiuta ad allargare lo sguardo all’esperienza della malattia, della sofferenza e dell’anzianità dentro la Misericordia di Dio. È la sicurezza della vicinanza di Gesù al malato, anche all’anziano, perché ogni anziano, ogni persona oltre 65 anni può ricevere questo sacramento: è Gesù che si avvicina.

Purtroppo è insito il pericolo della ricerca ossessiva del miracolo o della presunzione di ottenere sempre e comunque la guarigione. C’è anche l’idea che, quando c’è un malato e viene il Sacerdote, dopo di lui arrivano le “Pompe funebri”, e questo non è vero!

Invece il sacerdote viene per aiutare il malato o l’anziano. Per questo è tanto importante la visita dei sacerdoti ai malati… Bisogna chiamarlo il sacerdote… perché è Gesù che arriva per sollevarlo (l’anziano malato), per dargli forza, per dargli speranza, per aiutarlo. Anche per perdonargli i peccati. E questo è bellissimo!

Ma il conforto più grande deriva dal fatto che a rendersi presente nel Sacramento è lo stesso Signore Gesù, che ci prende per mano, ci accarezza come faceva con i malati, e ci ricorda che ormai gli apparteniamo e che nulla – neppure il male e la morte – potrà mai separaci da lui”.

 

Parrocchia Sant'Agostino

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi